martedì 29 aprile 2008

Sciopero del Nuoto, III tappa

Capri_ Torre Annunziata
Lunedì 26 maggio, 2008










Il prossimo 26 maggio, con la Capri_Torre Annunziata di 15 miglia, riprendo il mio sciopero del nuoto, http://www.superabile.it/CANALI_TEMATICI/Ausili/News/info-1702957338.html , per proseguire idealmente il discorso iniziato 15 luglio 2006 con la traversata a nuoto “ Capri _ Sorrento”, ( http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/cronaca/disabile-una-gamba/1.html ), ed il giro d’ Italia, che ho sostenuto da maggio a settembre del 2007, e che precede la Capri_Napoli del prossimo 5 luglio ed il “Giro d’ Europa che sosterrò tra maggio e settembre del 2009 con l’ appoggio del Circolo Canottieri Aniene e della Fondazione della Cassa di Risparmio di Roma, nell’ ambito del loro impegno volto a sostenere lo sport anche per i soggetti diversamente abili.

Le motivazioni che mi spingono a queste iniziative, ebbene sempre ribadirle, a partire dal mio essere un diversamente abile, sono:

- l’ aggiornamento del Nomenclatore Tariffario, il documento che elenca gli ausili ed i dispositivi protesici che il Sistema Sanitario Nazionale Italiano fornisce alle persone disabili, al fine di seguire le evoluzioni della ricerca; ( in altri paesi europei, gli ausili ed i dispositivi protesici di ultima generazione, vengono regolarmente forniti tramite i rispettivi Servizi Sanitari Nazionali );
- garantire il pieno rispetto della dignità umana e i diritti di libertà e di autonomia della persona disabile per promuoverne la piena integrazione nella famiglia, nella scuola, nel lavoro, e nella società;
- prevenire e rimuovere le condizioni invalidanti che impediscono lo sviluppo della persona, per permettere al disabile una partecipazione attiva alla vita della collettività, quindi di predisporre quegli interventi volti a superare stati di emarginazione e di esclusione sociale.

Carissimi Compagni di viaggio, auspico affinché, con il Vostro aiuto e la Vostra partecipazione si costruisca una rete comunicativa, con l’ intento di promulgare quelle regole scritte e non scritte volte ad edificare una società priva di barriere tale da consentire ai genitori di vedere i propri figli o figlie disabili affidati all’attenzione sollecita di una Comunità pronta a prendersene cura con rispetto e amore.

Nel ringraziarVi di cuore insieme a quanti sposeranno ed appoggeranno questa nuova tappa, colgo l’ occasione per inviarVi i miei più

Affettuosi Saluti
Salvatore Cimmino

giovedì 3 aprile 2008

Insieme, .....appassionatamente








Mi ricordo che era inverno, l’ anno era il 1979, avevo quasi 15 anni, quando un fastidio, alla gamba destra poco sotto il ginocchio, che durava da qualche giorno convinse i miei genitori a farmi fare una lastra per sgombrare ogni complicazione, mi ricordo come se fosse ieri, oltre al dottor Gargiulo, il radiologo, era presente anche l’ ortopedico, il dottor Sandro Ricciardi, con i quali successivamente nascerà un rapporto forte e solidale.
Era buio e faceva freddo, il viso del dottor Ricciardi dopo aver scrutato la lastra diventò cupo, mi accorsi subito che c’ era qualcosa di grave, l’ aria diventò all’ improvviso molto pesante, mia madre e mio padre fecero di tutto per nascondermi la loro preoccupazione ma non ce ne fu bisogno. Successivamente dopo qualche giorno, sono venuto a conoscenza che mi era stato diagnosticato un cancro, un osteosarcoma, un tumore dal quale difficilmente si sopravviveva quando si diagnosticava in ritardo come nel mio caso, ma grazie a Dio e all’ amore dei miei genitori e dei miei fratelli, miracolosamente sono sopravvissuto.
Purtroppo era solo l’ inizio di un periodo, durato più di tre anni, di enorme sofferenza e fatica per me, nonostante non fossi sempre cosciente, ed i miei genitori , in quanto subito iniziai un ciclo di chemioterapia ogni venti giorni per due anni, ed un altro ogni 2 mesi circa per il terzo anno, per cui con tutte le difficoltà del caso mio padre e mia madre, e quasi sempre mio zio Giuseppe, fratello di mia madre, iniziarono una sorta di calvario, praticamente il nostro tempo trascorse tra autostrada, alberghi e ospedale. Mi ricordo che conoscevo a memoria tutte le uscite e le aree di sosta tra Torre Annunziata e Bologna Casalecchio.
Ma come tutte le storie, anche questa finì, ma ahimè ne iniziò un’ altra molto più complicata, che dura ancora oggi, soprattutto da un punto di vista psicologico, in quanto dovetti affrontare prima la compassione e successivamente l’ emarginazione tradottosi nel tempo in diffidenza perchè ancora oggi nel 2008 non si comprendono ancora in tutta la sua interezza, le difficoltà di un disabile, dalle barriere architettoniche, il 90% delle strutture presenti sul territorio non rispettano le leggi in merito e quindi precludono l’ accesso; a quelle della sanità, per la quale siamo figli di una tecnologia minore, e quindi ci preclude l’ innovazione; infine a quelle psicologiche, in quanto con la presenza di queste barriere siamo limitati al punto di non poterci esprimere in tutta la nostra esistenza, e quindi privati dei diritti elementari quali la libertà e l’ uguaglianza.
Tra due mesi compirò 44 anni, il 23 di giugno per l’ esattezza e la sensazione è quella che il tempo si sia fermato al 1979, è come se vivessi due vite parallele, una privata, come allora serena e felice, con i miei genitori, oggi con mia moglie e mio figlio Alessandro, l’ altra piena di complicazioni per l’ emarginazione e la diffidenza, ma grazie a persone eccezionali insieme alle istituzioni che rappresentano, come il Circolo Cannonieri Aniene, la Fondazione della Cassa di Risparmio di Roma, la Polizia di Stato, la Guardia di Finanza e per ultimo i Carabinieri, i quali quotidianamente mi trasmettono affetto, amicizia e soprattutto complicità sostenendo il mio sciopero del nuoto al fine di far affermare quei Diritti che da sempre ci vengono negati.
In un articolo precedente scrivevo: “Quando la Disabilità non è eliminabile, è possibile sempre liberare le potenzialità che la disabilità non cancella. Sono potenzialità che vanno sostenute e incrementate: la riabilitazione, infatti, oltre che restituire funzioni compromesse, ne attiva altre e pone un argine al decadimento “; “La disabilità non è soltanto bisogno, è anche e soprattutto stimolo e sollecitazione. Certamente è domanda di aiuto, ma è prima ancora provocazione nei confronti degli egoismi individuali e collettivi, è invito a forme sempre nuove di fraternità”.
Con questa mia testimonianza, desidero invitare le maggiori Associazioni, oggi presenti in Italia come l’ ANMIC, la FISH, il Coordinamento Nazionale delle Famiglie dei disabili gravi e gravissimi, e tutte le altre di non combattersi reciprocamente per affermare la propria leadership, ma di unire le proprie forze per illuminare ed aiutare le istituzioni nell’ integrazione delle persone Disabili.
Sperando che questo mio appello venga recepito con serenità e fratellanza, vi invito il prossimo 5 luglio ad essere presenti alla gara di gran fondo “Capri_Napoli”, alla quale prenderò parte e scusandomi se arriverò qualche ora più tardi rispetto agli altri concorrenti.

Con Affetto
Salvatore Cimmino

giovedì 27 marzo 2008

...voglia di Vivere, ...voglia di Uguaglianza













Ormai è divenuta consuetudine nel nostro Paese, l' unico in occidente, dove per far rispettare i propri DIRITTI, si deve mettere in pericolo un' esistenza con gesti estremi. Ci meravigliano, ci sconvolgono le immagini che ci arrivano dal Tibet, mentre passa inosservato che decine di disabili fanno lo sciopero della fame per mancanza di libertà di vivere.
" http://www.superabile.it/CANALI_TEMATICI/Superabilex/News/info1363386862.html "
L' Italia è proprio un Paese pieno di contraddizioni, mentre abbiamo una costituzione che ci è invidiata da tutto il mondo civile, leggi l' Art. 3, ( Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese ). In realtà siamo una società piena di emarginati, dove le differenze giorno per giorno sono sempre più marcate.

Mentre vi scrivo, apprendo con enorme soddisfazione della fine dello sciopero della fame da parte di Salvatore Crisafulli e compagni, " http://www.salvatorecrisafulli.it/ ", di voler continuare a lottare per la vita. Ho sentito il dovere, attraverso questo articolo, di esprimere tutta la mia solidarietà a Salvatore e compagni.

CHI MUORE

(Ode alla vita) di Pablo Neruda

Lentamente muore chi diventa schiavo dell' abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce. Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle i piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all' errore e ai sentimenti. Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l' incertezza, per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente chi distrugge l' amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante. Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce. Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare. Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.

Con Affetto

Salvatore Cimmino

mercoledì 26 marzo 2008

BIPARTISAN



Qualche giorno fa avevo denunciato la cecità, bipartisan, nei confronti delle persone disabili, da parte delle coalizioni che si presenteranno alle prossime elezioni, nonché la bocciatura, bipartisan, del Decreto Legge relativo al prepensionamento dei genitori gravi e gravissimi. Qualche giorno dopo, l’ 11 marzo, ho appreso dello sciopero della fame di 5 persone disabili, ad oggi, se ne sono aggiunti altre 23, per protestare contro la negazione del Diritto a curarsi ed alle loro famiglie di poterlo fare.
Come un fulmine a ciel sereno, bipartisan, la “politica”, fino a qualche ora fa cinica, sorda, muta e cieca, riesce a sentire, ad esprimersi e ad accorgersi dell’ esistenza delle persone disabili. Miracolo?
Opportunismo?
A partire dal mio essere diversamente abile, approfitterei di questa attenzione, sperando che duri oltre le consultazioni, per ricordare alle coalizioni, bipartisan naturalmente, che:
nel nostro Paese in una famiglia su quattro vive una persona disabile, a questi si aggiungono ogni anno 17000 nuovi casi all’ anno, con una media di 47 casi al giorno, a causa di incidenti stradali, incidenti sul lavoro e incidenti casalinghi.
Pertanto è fondamentale, per una convivenza pacifica, riconoscere i Diritti e le esigenze delle persone disabili come priorità di un governo che si rispetti.
Su questi temi, per prima cosa bisognerebbe sconfiggere la burocrazia semplificando e riordinando la normativa che riguarda l’ erogazione dei servizi socio-sanitari, snellendo le procedure e gli adempimenti amministrativi, nonche censire le persone effettivamente disabili, in quanto, ancora oggi si erogano pensioni a persone che disabili non sono!!! E quindi adeguare queste al potere d’ acquisto; riconoscere l’ impegno e il lavoro di cura prestato dal familiare attraverso la rivalutazione contributiva o l’ anticipazione del trattamento pensionistico. Accanto a tutto questo, l’ intervento più urgente, fondamentale per la quotidianità della persona disabile, è l’ abbattimento delle barriere architettoniche.

“Uno stato che non sa ascoltare la mia voce, sarà meno capace di ascoltare la tua”
Piergiorgio Welby

Con affetto
Salvatore Cimmino

giovedì 20 marzo 2008

बोना Pasqua






Carissimi Compagni e Compagne di viaggio,
nell’ augurarvi buona Pasqua con affetto e amicizia,
colgo l’ occasione per esprimervi il bisogno, la volontà di costruire Insieme qualcosa di importante che ci aiuti a riflettere sull’ animo umano, sulla fiducia, sulla bellezza di un rapporto che si può costruire anche tra persone che non si conoscono, per raggiungere quegli obbiettivi che ci siamo prefissati, non importa quando si realizzeranno, finchè avremo fede non falliremo.
La disabilità non è soltanto bisogno, è anche e soprattutto stimolo e sollecitazione. Certamente è domanda di aiuto, ma è prima ancora provocazione nei confronti degli egoismi individuali e collettivi, è invito a forme sempre nuove di fraternità. La disabilità, in realtà mette in crisi le concezioni della vita legate soltanto all’appagamento, all’apparire, alla fretta, all’efficienza.
Spero e prego affinchè le istituizioni e le persone che le presiedono, si pongano in ascolto rispettoso, che sentano il bisogno di lasciarsi interrogare dalla fatica di esistenze segnate dalla sofferenza e dal disagio di eventi lesivi, congeniti o acquisiti. Vogliano farsi più vicini ai disabili ed alle famiglie, consapevoli che la disattenzione acuisce sofferenza e solitudine, mentre l’ integrazione, il rispetto della dignità dona forza e senso della vita.
A quanti hanno responsabilità poltiche e a tutti i livelli, vorrei chiedere di operare affinchè siano assicurate condizioni di vita e opportunità tali per cui la dignità sia effettivamente riconosciuta e tutelata. In una società ricca di conoscenze scientifiche e tecniche, è possibile e doveroso fare di più, nei vari modi che la convivenza civile richiede, dalla biomedica per prevenire la disabilità, alla cura, all’ assistenza, alla riabilitazione, alla nuova integrazione sociale.
Se i diritti civili e sociali vanno tutelati, è però ancora più importante salvaguardare le relazioni umane, le relazioni di aiuto, di amicizia e di condivisione. Ecco perché vanno promosse forme di cura e di riabilitazione che tengano conto della visione integrale della persona umana.
L’ integrazione delle persone disabili ha fatto progressi, anche se tanta strada resta ancora da percorrere, ci sono alcune importanti urgenze sulle quali è bene fermarsi e riflettere. Anzitutto, il diritto, che ha ogni uomo e ogni donna disabile, in qualunque Paese del mondo, ad una vita dignitosa. Non si tratta solo di soddisfare determinati bisogni, ma più ancora di vedere riconosciuto il proprio desiderio di accoglienza e di autonomia. E’ necessario che l’ integrazione diventi mentalità e cultura, e al tempo stesso che i legislatori e i governanti non facciano mancare a questa causa il loro coerente sostegno. La ricerca scientifica, per parte sua, è chiamata a garantire ogni possibile forma di prevenzione, tutelando la vita e la salute.
Quando la Disabilità non è eliminabile, è possibile sempre liberare le potenzialità che la disabilità non cancella. Sono potenzialità che vanno sostenute e incrementate: la riabilitazione, infatti, oltre che restituire funzioni compromesse, ne attiva altre e pone un argine al decadimento.
Carissimi Compagni e Compagne, sono sicuro che la nostra perseveranza, nell’ inseguire i nostri ideali, ci permetterà di abbattere quelle barriere che ancora oggi ci emarginano ai confini della società civile.

Buona Pasqua