lunedì 28 settembre 2009

Per un Mondo seza Barriere e senza Frontiere














Roma, 27 settembre 2009



Ieri, 27 settembre 2009, ho concluso un’ esperienza straordinaria che mi ha portato per cinque mesi in giro per l’ Europa. se ripenso ai momenti in cui costruivo questo progetto, ho come la sensazione di aver vissuto un sogno. E il sogno, realizzato, non sta nell’ aver portato a termine un impresa certamente faticosa ma comunque non impossibile, sta nel risultato raggiunto in termini umani.
In questo periodo ho scoperto persone speciali, piene di entusiasmo e testimoni reali della parola solidarietà. Trovare amici con cui poter condividere un progetto costituisce già, di per sé una vittoria, e in questo momento io mi sento un vincitore. Ed’ è nello sport, in questo ambiente sano e meraviglioso, che per la prima volta ho capito che la diversità può e deve rappresentare un valore.
Le motivazioni che mi hanno spinto a programmare una tale impresa, partendo dalla mia condizione di disabile motorio, sono l’ abbattimento delle barriere architettoniche ma anche e soprattutto delle mentali, per riuscire a garantire il pieno rispetto della dignità umana e dei diritti di libertà e di autonomia delle persone disabili, al fine di promuoverne la piena integrazione nella società.
In Italia ci sono oltre 5 milioni di disabili motori, con 17000 nuovi casi ogni anno, praticamente una media di 47 persone al giorno. Numeri importanti, eppure spesso sconosciuti alla gente. Cifre che certamente descrivono l’invalidità come male da combattere e prevenire ma anche e soprattutto come situazione da normalizzare nella società. Tutto ciò ha bisogno di servizi sempre più adeguati e all’avanguardia, di innovazione tecnologica che permetta ai disabili di vivere una vita migliore, per molti ancora troppo lontana purtroppo da quella che sono costretti a vivere.
In modo particolare, vista la mia specifica disabilità, mi batto per un obiettivo preciso: la modifica del Nomenclatore tariffario delle protesi e degli ausili. Questo documento risale al 1992: nel corso di questi anni la ricerca scientifica, però, ha fatto passi da gigante. È evidente, dunque, che si tratti ormai di uno strumento datato ed obsoleto, che non tiene conto dell’innovazione tecnologica obbligando i disabili ad utilizzare i vecchi presidi rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale o a farsi carico della differenza di costo con quelli tecnologicamente più avanzati disponibili sul mercato. In altri casi, inoltre, non contempla la possibilità di rimborso per protesi ed ausili che, invece, in altri paesi europei vengono regolarmente forniti tramite i rispettivi Servizi Sanitari Nazionali. Il progresso tecnologico oggi è in grado di offrire un evidente beneficio ai cinque milioni di disabili italiani, come peraltro rilevato da uno studio dell’ Università Bocconi di Milano del 2004, secondo il quale, a parità di costo, le protesi di ultima generazione sono in grado di offrire una evidente miglioramento della qualità della vita.
Finché il Servizio Sanitario Nazionale continuerà ad essere poco previdente, preferendo percorrere la via del risparmio, prevedendo budget di spesa incongruenti con la realtà, i disabili italiani dovranno pagare sulla propria pelle il prezzo di scelte che privilegiano il risparmio immediato ed apparente rispetto ad un investimento che, seppur nell’immediato più alto, permetterebbe poi minori costi sociali e sanitari negli anni successivi.
Questa è la mia battaglia, queste le motivazioni che mi hanno spinto a portare avanti il Giro d’Italia prima ed il giro d’ Europa a Nuoto poi, per un mondo senza barriere e senza frontiere, per sollecitare le Istituzioni e per dimostrare a tutti che lo sport, il nuoto in particolare, può essere un forte alleato per facilitare la vita dei disabili.
Ieri ho percorso 34 km in uno specchio d’ acqua meraviglioso. Ho attraversato tre stati, sono partito dalla Croazia, dal porto di Salvore, passando per la magnifica costa Slovena, per arrivare in un incantevole villaggio di nome Muggia, al Circolo della Vela. Non è stato facile, a tratti la borina, a tratti l’ increspamento del mare hanno reso la traversata difficoltosa, ma grazie al calore ed all’ incoraggiamento che ho avuto per tutto il percorso dalle barche che mi accompagnavano, e grazie alla presenza di Filippo Tassara, Luca Baldini, Luciano Martinuzzi e al tifo sfegatato di Barbara Pozar, ho potuto concludere la tappa in circa nove ore: siamo partiti alle 8h45 dal Porto di Salvore, siamo arrivati a Muggia alle 17h30.
Alla partenza sono stato ricevuto dal Sindaco di Umago Vili Bassanese, dal vice sindaco Veljko Ivančić e dall’ assessore alle attività sociali di Umago Dimitrij Sušanj. All’ incontro sono intervenuti: il presidente del Panathlon Giuseppe Donno, Barbara Pozar, Vice presidente della Triestina nuoto, Alberto Scherani, vice sindaco di Capodistria, Sergio Lupieri, Consigliere regionale del Friuli Venezia Giulia, Nerio Nesladek, Sindaco di Muggia e Walter Godina, Vice Presidente della Provincia di Trieste, a tutti gli effetti il regista di quella che si è rivelata una giornata che rimarrà indelebile nel cuore di quanti hanno partecipato.
All’ arrivo sono stato accolto da centinaia di persone assiepate lungo la strada che costeggia il mare fino al Circolo della Vela, gremita da altrettante persone festanti, e dall’ inconfondibile voce di Franco Bloccari, vice presidente del CONI di Trieste, che ha animato tutti i presenti fino al mio arrivo. A circa 2 miglia dall’ arrivo sono stato piacevolmente sorpreso dalla presenza di decine di imbarcazioni, tra cui quella dei Carabinieri, della Polizia di Stato, del Sindaco di Muggia Nerio Nesladek, di Sergio Lupieri, Consigliere Regionale, e da decine di canoe guidate dagli studenti del Collegio Adriatico del Mondo Unito. La partecipazione, la condivisione, il calore spontaneo che mi hanno trasmesso non solo mi ha commosso, ma sono sicuro che contruibuirà ad avvicinarmi all’obiettivo che mi sono posto e per il quale ormai siamo veramente in tanti a combattere.
Non è stato facile organizzare e realizzare questo progetto che non avrebbe mai visto la luce senza l’apporto, determinante e decisivo, del Circolo Canottieri Aniene, della Fondazione Roma e dell’ Italbrokers. Per questo oggi ringrazio il Presidente Malagò, il Presidente Emanuele e Stefano Giovannini, la fiducia che hanno voluto accordarmi mi riempie di orgoglio e di forza.

Grazie

Con Affetto
Salvatore Cimmino

1 commento:

Silvia ha detto...

Salvatore sei un grande, da una disgrazia terribile che abbatte i più, hai saputo trovare la forza e l'intelligenza per fare cose meravigliose. Grazie a te. Silvia